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Faq - Sulla Sicurezza

494 - 1
L'ammissione al corso di formazione di cui all'art. 10 è
subordinata al possesso dei titoli e degli altri requisiti?
No, non si intravede nel decreto l'obbligatorietà di acquisire i requisiti di partecipazione al corso secondo un ordine precostituito.
Resta comunque l'obbligo di avere la totalità dei tre requisiti richiesti (titolo di studio, "espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni", corso di 120 ore) prima di esercitare la funzione di coordinatore.

 

494 - 2
Nel caso di liberi professionisti, quali sono le modalità da seguire per approntare la documentazione prevista dall'art. 19, comma 1 lettera b, del D.Lgs. 494/96, come integrato dalla CM 73/97?
In particolare si prospettano i seguenti casi:

  1. la dimostrazione di aver svolto per almeno quattro anni le funzioni di direttore tecnico di cantiere e/o direttore dei lavori può essere attestata ai sensi dell'art. 1 della Legge 127/97 con autocertificazione?
  2. in subordine, nel caso di incarichi affidati da Enti pubblici, quali informazioni deve contenere la certificazione?
  3. in subordine, nel caso di incarichi affidati da committenti privati, quali informazioni deve contenere la certificazione? Si può prevedere, in alternativa alla vidimazione del Comune (che risulta spesso problematica), la possibilità di allegare in copia autentica la concessione unitamente alle denunce di inizio e di ultimazione dei lavori?
  4. l'autocertificazione è comunque consentita in caso di irreperibilità del committente (fallimento liquidazione, ecc.)?

In ordine ai quesiti posti, si ritiene che:

  1. non sia possibile tale attestazione, tanto per l'assenza al momento dei decreti applicativi della Legge 127/97, quanto perchè il D.Lgs. 494/96 richiede esplicitamente che l'attestazione sia rilasciata da committenti o datori di lavoro (tra l'altro, l'attestazione di aver svolto funzioni di direttore lavori, se rilasciata da committenti privati, deve essere vidimata dall'autorit? che ha rilasciato la concessione edilizia);
  2. il modulo, datato, firmato e redatto su carta intestata dell'Ente, debba quanto meno contenere le generalità della persona che certifica, le generalit? del richiedente ed il tipo di funzioni espletate dallo stesso, l'ubicazione del cantiere o dei cantieri coi rispettivi periodi di apertura, tipologia di lavori ed estremi delle delibere di approvazione dei lavori;
  3. il modulo, datato, firmato e (se possibile) redatto su carta intestata del committente privato, debba quanto meno contenere le generalità della persona che certifica, le generalità del richiedente ed il tipo di funzioni espletate dallo stesso, l'ubicazione del cantiere o dei cantieri coi rispettivi periodi di apertura, tipologia di lavori ed estremi delle concessioni edilizie. Circa la prospettata alternativa alla vidimazione del Comune non si intravedono problemi con la precisazione che le denunce d'inizio e di ultimazione lavori devono riportare la data;
  4. la risposta sia affermativa a condizione che l'autocertificazione sia accompagnata dalla documentazione di cui al punto precedente (concessione in copia autentica, denuncia di inizio lavori con data, denuncia di ultimazione lavori con data);

 

494 - 3
La possibilit? di deroga prevista dal D.Lgs. 494/96 all'art. 19, comma 1 lettera a), riguarda sia i
dipendenti sia i datori di lavoro, ovviamente se in possesso dei requisiti previsti?

S?, l'art. 19 comma 1 lettera a)è riconducibile sia ai dipendenti sia agli stessi datori di lavoro qualora in possesso dei requisiti previsti per un periodo di almeno quattro anni completato al 23/3/1997.
Da notare che il periodo di quattro anni può essere inteso come sommatoria di periodi anche frazionati, ma non sovrapponibili .
La documentazione che il datore di lavoro deve allegare è la stessa prevista per il dipendente.

 

494 - 4
Nel caso dei datori di lavoro, da chi va firmato l'attestato previsto dal D.Lgs. 494/96 all'art. 19, comma 1 lettera a); è sufficiente un'autocertificazione?
Inoltre, che documentazione occorre allegare ed in che tempi deve pervenire all'organo di vigilanza?

Il datore di lavoro pu? autocertificare il possesso dei requisiti richiesti dall'art. 19 comma 1 lettera a).
La documentazione che il datore di lavoro deve allegare è la stessa prevista per il dipendente.
L'attestato (nel caso di dipendente) o l'autocertificazione (nel caso di datore di lavoro) deve pervenire all'organo di vigilanza prima dell'accettazione di incarichi di coordinatore per la progettazione o coordinatore per la esecuzione, come ribadito dalla CM 41/97.

 

494 - 5
Ai fini della deroga ex art. 19, relativamente agli obblighi previsti dal 2? comma dell'art. 19, E' sufficiente
che l'interessato dichiari la sua iscrizione ad un corso ex art. 10, comma 2, della durata di 60 ore ed il suo impegno a concluderlo entro il 3 marzo 2000?

L'art. 19, comma 2, non fa espressa richiesta della dichiarazione di iscrizione al corso.
E' certamente auspicabile che i soggetti di cui ai punti precedenti completino il corso al più presto e comunque non oltre i termini previsti dal decreto.

 

494 - 6
Quale attività viene svolta dall'organo di
vigilanza sugli attestati ricevuti ai sensi dell'art. 19, comma 3?

Non essendo previsto uno specifico parere/valutazione sugli attestati, i servizi di vigilanza possono solo raccogliere la documentazione.
In fase di vigilanza, invece, verranno verificati i requisiti dei coordinatori rispetto agli art. 10 e 19.

 

494 - 7
La documentazione trasmessa una prima volta ai sensi dell'art. 19, comma 3, del D.Lgs. 494/96 deve essere ripresentata integralmente per ogni successivo incarico o è invece sufficiente citare gli estremi del primo deposito.

E' sufficiente citare gli estremi del primo deposito purch? questi siano esaurienti e precisi (luogo, ufficio, data)

 

494 - 8
Nel criterio di misura "uomini/giorni",
come si calcolano i giorni ?

Il giorno da inserire nel calcolo degli uomini-giorni coincide con il turno di lavoro di ogni singolo lavoratore.
Vanno conteggiati solamente i giorni nei quali in cantiere ? presente qualcuno, sia egli lavoratore dipendente o anche lavoratore autonomo, datore di lavoro o suo famigliare.

 

494 - 9
Come vanno conteggiate le dimensioni dei cantieri negli appalti "aperti" di manutenzione straordinaria per definire le casistiche d'obbligo; sull'appalto o sui singoli cantieri?

Gli appalti "aperti" di manutenzioni straordinarie si presentano con la caratteristica di prevedere in un unico contratto di appalto attività da svolgersi in diverse sedi o unità operative del committente.
Avendo il decreto identificato come elemento discriminante degli obblighi non le caratteristiche del contratto di appalto ma esclusivamente le caratteristiche del cantiere nei termini di uomini-giorni, ne discende che nei casi in cui un unico contratto di appalto "aperto" sia relativo a lavori da svolgersi in più sedi o unità operative del committente, il decreto si applica ad ognuna delle singole sedi o cantiere, ma i singoli obblighi potranno sussistere o meno in dipendenza delle dimensioni del singolo cantiere.
Per ogni cantiere andrà quindi stimata la dimensione del relativo intervento in uomini-giorni, considerando il singolo intervento e non la somma dei singoli interventi ripetuti nell'arco di tempo relativo al contratto d'appalto in quanto, al termine del singolo intervento, il "cantiere" cessa la sua attività ed il "luogo" viene riconsegnato al committente per il suo utilizzo.

 

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